Ultima modifica: 9 dicembre 2016

Science for Peace

La scienza al servizio della pace

 

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            La scienza può contribuire a risolvere le grandi questioni che interessano l’agenda politica del pianeta al di là di ogni facile populismo. In particolare il problema della migrazione dei popoli che dall’Africa e dall’Asia si spostano verso l’Europa in cerca di scampo da guerre religiose o interetniche o di una prospettiva migliore di vita.

             È questo il messaggio che emerge dall’ottava conferenza Science for Peace, organizzata venerdì 18 novembre presso l’Università Bocconi di Milano dalla Fondazione Veronesi.

             Conferenza a cui il Liceo Scientifico Fulcieri di Calboli di Forlì ha partecipato con una piccola delegazione di studenti delle quinte scelti per merito: Agnese Casamenti (5B), Stefano Franzoni (5B), Luca Fabbri (5E), Lorenzo Gardini (5E), Giulia Galato (5G), Giulia Camporesi (5G), Filippo Carloni (5H) Francesca Lolli (5H), guidati dal prof.  Francesco Gaggi.

            Si è trattata della prima conferenza senza il fondatore dell’iniziativa,  prof.  Umberto Veronesi, deceduto pochi giorni prima, che è spettato al figlio Paolo ricordare in un toccante saluto.

            Sul palco si sono alternati relatori di primo piano a livello internazionale come l’onorevole Emma Bonino, già ministro degli esteri italiano, da sempre in prima linea sulle questioni legate all’immigrazione e numerosi politici e docenti di demografica, genetica e diritto. Particolarmente intenso l’intervento di Nicola Carlone, comandante generale della Guardia Costiera, che gestisce le operazioni di salvataggio dei profughi nel Mediterraneo.

            Le immagini mostrate di quotidiani naufragi e disperati tentativi di salvataggio hanno restituito spessore umano a numeri e cifre troppo spesso distanti e astratte. Allo stesso modo i video interventi dei sindaci di Riace e Lampedusa hanno contribuito a rendere tangibile il prezzo e il valore della solidarietà tra le popolazioni più direttamente interessate all’accoglienza immediata dei profughi.

             Ciò che può fare la scienza è prendere in esame un fenomeno strutturale e sistemico, come la migrazione dei popoli, e inquadrarlo in una prospettiva di studio obiettiva e lungimirante che consenta di mettersi al riparo da soluzioni stereotipate, semplicistiche o sull’onda del facile populismo o della demagogia di stampo razzista che da più parti ormai sembra emergere.